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Storia di Cassino

La storia di Cassino abbraccia millenni: reperti attestano la presenza umana già 80 000 anni fa. Dalla preistoria ad oggi si alternano fasi di splendore, devastazione e rinascita — dall'età romana alle distruzioni longobarde, dall'abbazia medievale alla distruzione del 1944 e alla lunga ricostruzione.

Età antica

Anfiteatro romano di Casinum
Resti dell'anfiteatro romano nel centro di Cassino.

I primi insediamenti sorsero sulle colline, mentre la vallata presentava condizioni paludose. Reperti neolitici e di età del ferro documentano una necropoli e frequentazioni stabili.

L'origine della città è tradizionalmente collegata agli Osci; tra VI e V secolo a.C. l'area conobbe l'influenza volsca e sannitica. Dopo la conquista romana (313 a.C.) fu fondata la colonia di Interamna Lirenas, che controllava parte del territorio attorno ad Aquino e Cassino.

In età repubblicana e imperiale il centro di Casinum (Cassino romana) fu un nodo viario e culturale; restano testimonianze come le Terme varroniane e tracce dell'anfiteatro.

Medioevo

Facciata dell'abbazia di Montecassino
L'abbazia di Montecassino domina la valle del Liri.

Nel 529 san Benedetto da Norcia fondò il monastero sul Monte Cassino, cuore della regola benedettina e della conservazione del sapere latino. L'abbazia divenne una potenza politica e culturale, rasa al suolo dai longobardi nel 577 e ricostruita più volte.

Nel Basso Medioevo Cassino fu contesa tra poteri locali, papato e regno di Napoli; la Rocca Janula, eretta dai d'Avalos, domina ancora il profilo urbano.

Età moderna e contemporanea

Panorama delle rovine di Cassino nel 1944
Cassino dopo i bombardamenti del 1944.

Con l'Unità d'Italia la città — allora nota come San Germano — entrò nel Regno d'Italia e nel 1863 riprese il nome di Cassino. Lo sviluppo ottocentesco e novecentesco fu legato alle comunicazioni lungo la valle del Liri e alla crescita demografica.

Durante la seconda guerra mondiale Cassino divenne fulcro della linea Gustav. I bombardamenti e gli assalti alleati (gennaio–maggio 1944) distrussero l'abbazia e quasi interamente l'abitato, evento che segnò la memoria collettiva come «città martire».

La ricostruzione dopoguerra ridisegnò il tessuto urbano, integrando memoria storica, funzioni amministrative e nuova edilizia residenziale.